Bmw e Peugeot copiano l’Italia che lavora (quella vera)

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Paris_141.jpgRiceviamo, e con piacere pubblichiamo, lo sfogo di Giovanni Bianco,un nostro lettore che ci ha contattati per parlarci della sua odissea intrapresa con Bmw e Peugeot da qualche tempo. E dobbiamo tornare indietro di qualche mesetto per capire il senso del titolo di questo post.

Innanzi tutto, partiamo dalla foto qui a lato. Si tratta di una Peugeot 1007 in esposizione sugli Champs Elysées a Parigi. Ora rinfreschiamoci anche la memoria con un’altra vettura che con questo post c’entra parecchio: ricordate la Bmw Gina? Era una concept in tessuto di Bmw.

E ora vi presentiamo Skin Car, del sopraccitato Giuseppe Bianco. Si tratta di un sito che riveste le auto in tessuto. Bingo! Ecco dove sta il problema: Skincar.it è il proprietario del brevetto originale copiato da Bmw e Peugeot, risalente ad aprile 2006 che nello specifico registrava:

“Rivestimento carrozzeria esterna in pelle e/o cuoio naturale per automobili caratterizzato da sagomatura e forma dell’auto su misura, con pannelli di pellame cuciti e bordati a mano e/o a macchina applicati con bioadesivo o collante all’esterno della carrozzeria dell’auto, più precisamente su cofani anteriori e posteriori, sportelli, parafanghi, paraurti anteriori e posteriori, tetto caratterizzato da qualità antigraffio e antiusura, protezione da atti vandalici, funzione ornamentale e personalizzazione dell’auto con i materiali che possono anche essere i seguenti: stoffe, tessuti, cotoni, lini, cashmere, lane, pellicce a pelo lungo o corto, nylon, plastiche e altri materiali naturali e/o sintetici. 

Tratto dal sito Uibm.it

Leggendo il brevetto, con un poco di logica ci rendiamo conto che qualcosa non quadra. A detta del nostro lettore, nonché possessore del brevetto, anche l’ufficio legale di Bmw pensa che la Gina consista in un progetto molto vicino a quanto brevettato, ma non vogliono sedersi ad un tavolo delle trattative. Peugeot ha fatto peggio. Prima ha esposto la 1007 in tessuto a Parigi, l’ha tolta dalla circolazione dopo aver ricevuto una diffida dai legali del Sig. Bianco e successivamente l’hanno contattato, mostrando interesse nel realizzare qualche centinaio di vetture, invitando all’inizio del mese di dicembre 2008  il Sig. Bianco al centro stile Peugeot. Dopo quell’incontro, il nostro caro lettore non ha avuto risposta ne via fax, ne via mail, ne via telefono.

Qui gatta ci cova? Ci potete scommettere e noi, seguiremo l’evolversi della situazione con occhio attento! Stay tuned! Per inciso, si vocifera sull’imminente arrivo di una Peugeot 206 Plus. Sarà vero?

3 commenti su “Bmw e Peugeot copiano l’Italia che lavora (quella vera)”
  1. Giuseppe ha detto:

    Grazie ancora alla redazione per avermi ospitato,volevo aggiungere;andate a vedere http://www.marcblanco.com c’è un filmato del Motorshow 2006 andato in onda su Italia1 (grand prix) e Canale5 (tg5) 1’11/12/2006 dove hanno ripreso il mio stand per la novità esclusiva……
    Grazie a presto,
    Giuseppe Bianco

  2. marc ha detto:

    Auto/ Stilista denuncia Bmw: mi ha copiato. Indaga procura Roma
    28-02-2009 11:52
    “Rivestimento della concept car ‘Gina’ era protetto da brevetto”
    Roma, 28 feb. (Apcom) – La Bmw ‘Gina’ è stata premiata come concept car, ma l’idea del rivestimento in stoffa della carrozzeria, sarebbe una idea copiata ad un italiano. E’ questo il contenuto di una denuncia-querela presentata dallo stilista di moda Giuseppe Bianco, titolare di diversi marchi di moda giovane, e che è stata depositata nei giorni scorsi alla Procura di Roma. Secondo quanto si è appreso il pm Marcello Monteleone sta vagliando l’atto presentato dall’avvocato Carlo Cirillo, in cui sono ipotizzati i reati di contraffazione, secondo gli articoli 473 e 474 del codice penale e in base a quanto previsto dal cosiddetto ‘codice della proprietà industriale’, definito dal decreto legge del 10 febbraio 2005, numero 30, articolo 127.
    In particolare, secondo l’esposto, Bianco, nel 2005 ha ideato un esclusivo procedimento con il quale si poteva applicare qualsiasi rivestimento, dalla pelle, alla stoffa, ai materiali più tecnici, sulla carrozzeria esterna di auto e motoveicoli “rendendo i rivestimenti stessi impermeabili e resistenti agli agenti atmosferici”. Dopo la registazione del brevetto, l’esposizione al Motorshow di Bologna nel 2006, un servizio televisivo del Tg5, Bianco era tranquillo, sicuro di aver inventato qualcosa d’innovativo. Ma ecco che in pieno 2008 scopre che la Bmw ha presentato una concept car rivestita di tessuto, la Gina, acronimo di ‘Geometry and functions in ‘n’ adaptions’. E così a Bianco non è restato altro che cercare di far valere i suoi diritti.
    La battaglia tra il piccolo inventore di casa nostra e il colosso teutonico comincia nell’agosto scorso, quando l’avvocato Carlo Cirillo comunica alla sede legale della Bmw che il suo cliente è “titolare dei diritti nascenti dal deposito di regolare domanda di registrazione per il rivestimento di autovetture” e diffida l’azienda tedesca “a cessare qualunque attività in contrastocon essi”. Dopo ulteriori contatti tra il penalista romano e i consulenti legali responsabili dell’ufficio brevetti della Bmw, e malgrado fosse stata proposta tutta la documentazione a favore di Bianco, la Gina veniva esposta al museo di Monaco e dall’11 al 15 febbraio scorso al Salon Concept Car Hotel National des Invalides Plauce Vebaun, a Parigi.
    E in quell’occasione, testimoniano le cronache, che all’ombra della torre Eiffel, la Gina ha ottenuto il premio ‘Grand prix du plus beau concept car de l’annèe 2008′. Bianco però non ci sta. Realizza un video di denuncia e lo pubblica su Youtube. Il procedimento di lavorazione sulle auto e di applicazione dei materiali così come visibile sul sito carbodydesign, fonte Bmw press, è tale e quale a quello ideato da lui. Nella denuncia lo stilista romano ricorda anche la visita di un dirigente della Bmw al suo stand nel Motorshow. Gli avvocati Cirillo e Pamela Baglivo, che con la collaborazione di Micol Cupo Pagano, hanno presentato la denuncia, spiegano: “Il nostro assistito spera che si faccia luce sulla vicenda”.
    L’avvocato Cirillo aggiunge: “E’ evidente che se l’autorità giudiziaria ravvisasse la violazione del diritto di privativa del signor Bianco, saremmo di fronte a un danno di enorme entità, considerata anche la potenzialità della diffusione telematica attraverso la quale tale condotta si è realizzata. Auspico pertanto che possa attuarsi la tutela della parte offesa, piccolo imprenditore, rispetto ad una società multinazionale dotata di ingenti risorse economiche”.
     

  3. marc ha detto:

    Stilista contro la BMW per la “Gina”

    CONTESO IL SISTEMA DI RIVESTIMENTO,DENUNCIATO ALLA PROCURA DI ROMA IL MARCHIO TEDESCO.

    Fonte: Corriere della sera del 01/03/2009 – Michele Manno

    Roma
    Davvero una strana causa è finita sul tavolo della Procura di Roma.
    Si potrebbe quasi dire che i due contendenti siano realtà e futuro.
    La realtà è quella rappresentata dallo stilista Giuseppe Bianco;il futuro,dalla nota casa automobilistica Bmw.
    Perché futuro?Perchè la Bmw è stata recentemente premiata a Parigi per aver prodotto la più bella “Concept Car del 2008”.
    Un’ auto dal nome inconsueto: ”Gina”.Ora,par certo che Gina,come la Lollobrigida e tutte le donne,ami molto gli abiti di pregio. Tanto che è stata definita “Light visionary model”.
    E’ una vettura che non vedremo mai,come tutte le “concept car”,che per definizione
    propongono idee nuove destinate a materializzarsi sulle strade di tutti i giorni in un
    futuro prossimo venturo. L’idea è nella conformazione della carrozzeria,di cui è parte integrante un tessuto elasticizzato che ricopre i prolungamenti del telaio e che
    può essere modificato con la semplice pressione di un pulsante,a seconda dei gusti del guidatore.Insomma un tessuto adatto per tutte le occasioni: dalla semplice cena
    in pizzeria al Galà di Montecarlo. Una specie di armadio di haute couture ambulante.
    Ma ecco che la realtà,codici e pandette incombe sul destino di “Gina”. Lo stilista
    Giuseppe Bianco ha denunciato la Bmw ipotizzando il reato di contraffazione e la violazione del codice della proprietà industriale sostenendo che è stato lui nel 2005
    ad aver inventato un esclusivo procedimento tramite il quale è possibile applicare
    ogni tipo di rivestimento (pelle,stoffa e materiali tecnici)sulla carrozzeria di auto e moto,rendendo così “i rivestimenti stessi impermeabili e resistenti ad agenti atmosferici”. Prima di rivolgersi all’autorità giudiziaria, in questo caso il pubblico ministero Marcello Monteleone, i legali di Giuseppe Bianco hanno diffidato la Bmw a proseguire qualsiasi attività connessa con l’utilizzo del procedimento. Ma l’auto è stata presentata lo stesso.
    Qualunque sia la verità, di solito le battaglie giudiziarie sui brevetti sono complesse, forse un giorno conosceremo la sentenza. E’ compito della magistratura accertare chi abbia ragione o torto: una volta tanto, però, la causa non riguarderà omicidi, litigi, violenza, ma la sorte di un’auto. E accusa e difesa dovranno decidere su “Gina”.


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