Guidatori ubriachi o drogati: si pensa al reato di “omicidio stradale”

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E’ al vaglio del governo l’ipotesi di introdurre nel nostro paese il reato di “omicidio stradale”, per tutti coloro che provocano gravi incidenti mettendosi alla guida sotto l’effetto di alcool o droghe.

Le cifre sono impietose: solo nel 2010 si sono contati 207.000 incidenti, che hanno provocato ben 2998 morti e 296.000 feriti. Le cause, inutile dirlo, sono legate all’alta velocità o alle manovre azzardate compiute da guidatori con un elevato tasso alcolemico nel sangue o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Una vera e propria carneficina alla quale si cerca di porre freno con delle misure severissime: il reato di “omicidio stradale” riguarderebbe tutti i conducenti responsabili di omicidio e sorpresi alla guida con un tasso alcolemico superiore a 1.5 g/l o che abbiano fatto uso di droghe, con una pena che va dagli 8 ai 18 anni di carcere, alla quale si aggiunge la revoca immediata della patente, con l’impossibilità permanente di conseguirne un’altra, e il divieto di circolazione sul territorio italiano con un’eventuale patente conseguita in un altro Stato.

Come afferma lo stesso ministro dei Trasporti Corrado Passera, la proposta di legge è seriamente presa in considerazione proprio in questi giorni. Nel frattempo, è possibile firmare per appoggiare l’iniziativa attraverso questo link.


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